Situata di fronte alla frazione di Sant’Elpidio, poco sotto la strada provinciale verso Montelparo e Monteleone, la fonte è avvolta da una storia che intreccia miracolo e tradizione popolare. La leggenda narra che Sant’Emidio, patrono di Ascoli, si sia fermato qui in viaggio verso Fermo, accompagnato dai suoi seguaci: durante una calda estate, avrebbe fatto sgorgare con la preghiera queste acque, rivelatesi dissetanti e persino curative. L’origine della fonte è antica e forse legata ai monaci farfensi che nel 1259 erano proprietari del vicino edificio sacro, dove avevano fondato un monastero. La fonte è citata in documenti della fine del XVII secolo e più tardi dallo storico ascolano Giuseppe Colucci nelle sue “Antichità Picene”, oltre che nella “Vita di Sant’Emidio” di Paolo Antonio Appiani. Utilizzata fino al secondo dopoguerra, la fonte è stata più volte restaurata, perdendo in parte le fattezze originarie, ma conserva la struttura idraulica e il mascherone in pietra che lascia defluire l’acqua verso la vasca sottostante, protetta da una volta a botte.
